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Intervista a Rosa Maria Bertino

Co-fondatrice e autrice di Bio Bank

Rosa Maria Bertino, co-fondatrice e autrice di Bio Bank, la banca dati italiana del bio, ci racconta il suo punto di vista riguardo il comportamento dei consumatori nei confronti dei prodotti green, sul valore delle certificazioni volontarie, del ruolo dei media nella promozione e sostegno alla promozione del cosmetico naturale e ci dona, inoltre, una previsione per il futuro del settore.

Secondo Rosa Maria Bertino, quello del naturale è un trend iniziato oltre 20 anni fa che ha coinvolto prima il cibo per il corpo, quindi l’alimentazione e, negli ultimi anni, anche il cibo per la pelle, cioè la cosmesi. In particolare, sottolinea come la cosmesi green si sia diffusa più lentamente ma come recentemente stia crescendo molto velocemente.

Parlando di certificazioni in ambito cosmetico la fondatrice di Bio Bank usa parole molto chiare: “le certificazioni volontarie sono una linea di confine tra chi vuole trasparenza e chi millanta il bio che non ha” ed evidenzia come queste siano un mezzo fondamentale per aiutare il consumatore intento nella ricerca di prodotti naturali e bio che, in assenza di una regolamentazione, fatica ad orientare le proprie scelte d’acquisto.

Oltre alle certificazioni, anche i media giocano un ruolo fondamentale nel settore delle cosmesi naturale, sostenendone la reputazione e promuovendo l’informazione e la cultura del naturale. Un ruolo non facile perché la questione della cosmesi naturale è complessa ed implica una conoscenza specifica del settore.

I media devono essere in grado di distinguere fra la cosmesi d’ispirazione e quella con “l’anima verde”, tracciando una linea di confine che separi la cosmesi certificata naturale o bio da quello che Rosa Maria Bertino definisce “un far west”.

Guardando al futuro del bio, inteso come tutto il settore della cosmesi naturale, la Bertino prevede un futuro rosa. Lo afferma per due ragioni fondamentali: la prima è perché la realtà italiana delle aziende della cosmesi naturale è molto al femminile ed in secondo luogo si può definire un futuro rosa perché è un mondo che sta crescendo.

Rosa Maria Bertino conclude affermando che: “Il mercato è pronto per accogliere nuovi prodotti, dato che c’è domanda, e il mondo produttivo risponde”.

Supporta infine la sua affermazione con due dati Bio Bank molto significativi:

  • Nel 2013, le bioprofumerie in Italia erano una cinquantina, nel 2017 sono arrivate ad essere ben 250.
  • I produttori di cosmesi naturale certificata, nel 2016 erano 300 mentre il dato, all’anno 2017, indica 420 aziende attive nel settore.
2018-10-02T16:07:11+02:00

2 Comments

  1. Ivan Ottobre 19, 2018 al 1:35 pm - Rispondi

    Interessante. Mi chiedo una cosa in più riguardo al futuro: il BIO sarà sempre qualcosa ad appannaggio di chi se lo può permettere? Produrre ingredienti in modo biologico e sostenibile implica una riduzione della resa per ettaro. Questo, al di là delle distorsioni operate dalla GDO, porterà sempre i prodotti BIO ad avere un premium price sui prodotti “di massa”. La domanda (provocatoria) di fondo sarebbe: è positiva una filosofia che se applicata a tutto e tutti non consentirebbe (secondo me anche al netto degli enormi sprechi della società moderna) di sostentare tutta la popolazione mondiale? Intendiamoci… io sono perché il BIO continui ad esistere e ad espandersi. Penso solo che il VERO BIO resterà una nicchia, perché il modello di sostentamento che si basa sull’ipersfruttamento della Terra non sarà mai completamente abbandonato.

    • Arianna Ottobre 25, 2018 al 4:37 pm - Rispondi

      Ciao Ivan,
      innanzitutto grazie per il tuo intervento.
      Le tematiche da te evidenziate offrono molti spunti di riflessione per quello che potrebbe certamente essere un interessante dibattito.
      Per questo motivo, trattandosi non solo di Cosmesi EcoBio, abbiamo interpellato Rosa Maria Bertino, cofondatrice ed autrice di BioBank ed esperta del mondo del Biologico e di tutte le sue sfaccettature.
      Le abbiamo posto il tuo pensiero e la risposta è stata la seguente:

      “L’agricoltura biologica è una risposta sostenibile ad un modello di sviluppo che sostenibile non è.
      Lo pensavano i pionieri del Bio nei primi anni Settanta ed oggi lo afferma anche la Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.
      Nel documento “La salute dei suoli rappresenta la base per una produzione alimentare sana”, pubblicato nel 2015 in occasione dell’Anno internazionale dei suoli, è scritto: “Il 95% del nostro cibo viene prodotto direttamente o indirettamente sui nostri suoli. La carenza di uno dei 15 nutrienti necessari per la crescita vegetale può limitare la resa delle colture. Solo per soddisfare la domanda di cibo, la produzione agricola deve aumentare, entro il 2050, del 60% a livello globale e quasi del 100% nei paesi in via di sviluppo. Possono essere necessari fino a 1.000 anni per formare un centimetro di suolo. Una gestione sostenibile del suolo può permettere di produrre fino al 58% di cibo in più”.

      Sperando tu possa trovare utile questa risposta,
      ti auguriamo buona giornata,
      Il team GALA Academy

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