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PREBIOTICI: TUTTO CIO’ CHE BISOGNA SAPERE

Una delle tendenze più interessanti di quest’anno, riguarda la comparsa dei prebiotici nelle formulazioni cosmetiche. Cosa sono i prebiotici? Ne avete mai sentito parlare? Se la risposta è negativa, restate con noi: attraverso questo articolo andremo alla scoperta dei prebiotici e delle loro sorprendenti proprietà.

Cosa sono i prebiotici? Prima di rispondere a questa domanda, è importante fare una piccola premessa.
Sulla superficie della nostra pelle, sebbene sia impossibile rendersene conto a causa delle microscopiche dimensioni, esiste un complesso ecosistema fatto di batteri e funghi che sono necessari al mantenimento dell’equilibrio cutaneo. (4)
Questo ecosistema prende il nome di microbiota ed è formato da diversi organismi, che vengono classificati come benefici, neutri oppure, a volte, patogeni.
Tra i microorganismi considerati alleati della pelle, ci sono i probiotici.
Si tratta, secondo la definizione più accreditata, di microorganismi vivi che contribuiscono a mantenere in salute la cute del proprio ospite. Appartengono, in larga parte, ai generi Bifidobacterium, Lactobacillus e Saccharomyces. (2)
In che modo agiscono i probiotici? I probiotici agiscono con modalità differenti, entrando in competizione diretta con gli organismi patogeni oppure partecipando alla produzione di sostanze utili alla conservazione dell’equilibrio della pelle. (6)

Il mantenimento, lo sviluppo della comunità dei probiotici cutanei, può essere promosso da parte di specifici composti chiamati prebiotici. Questo termine, prebiotico, si riferisce proprio alle sostanze in grado di stimolare selettivamente l’attività e la crescita della frazione benefica del microbiota. (5)
Di che tipo di sostanze si tratta? I prebiotici sono, principalmente, carboidrati. Lo studio di questi composti non ha origini molto lontane; in compenso, negli ultimi anni, ha interessato sempre di più la comunità scientifica e oggi l’attenzione all’utilizzo di prebiotici è presente sia nel settore alimentare che in quello cosmetico. Proprio per questo motivo, oggi troviamo i prebiotici nelle formulazioni di prodotti cosmetici pensati per nutrire – quindi favorire lo sviluppo – i batteri che portano vantaggi alla nostra pelle.

Come possiamo riconoscerli in INCI? Tra i prebiotici più comuni, ci sono oligosaccaridi – zuccheri – come frutto-oligosaccaridi, galatto-oligosaccaridi e alfa glucani. Poi, ancora: glucomannani, inulina, lattulosio e sorbitolo. (1; 3; 7; 8; 9).

I prebiotici sono sostanze organiche che, in natura, troviamo in numerose specie vegetali. Tra le più ricche di prebiotici ci sono asparagi, radici di cicoria, aglio e cipolla, banane, cacao e canna da zucchero. Attraverso un processo meticoloso, i composti utili vengono separati dal resto della pianta e successivamente inseriti come ingredienti vantaggiosi nelle formulazioni cosmetiche.

ps: i nostri racconti sono tutti frutto di uno studio attento e dettagliato delle fonti. Nel caso in cui trovassi inesattezze oppure desiderassi puntualizzare qualcosa, ti invitiamo a scriverci: non siamo qui per insegnare soltanto ma per imparare soprattutto, insieme!

FONTI

  1. Al-Ghazzewi, F.H. and Tester, R.F., 2010. Effect of konjac glucomannan hydrolysates and probiotics on the growth of the skin bacterium Propionibacterium acnes in vitro. International Journal of Cosmetic Science 32: 139-142;
  2. Boyle, R.J., Lahtinen, S.J. and Tang, M.L.K., 2011. Probiotics and skin. In: Pappas, A. (ed.) Nutrition and skin: lessons for anti-aging, beauty and healthy skin. Springer Science and Business Media, London, UK, pp. 111-127;
  3. Connolly, M.L., Lovegrove, J.A. and Tuohy, K.M., 2010. Konjac glucomannan hydrolysate beneficially modulates bacterial composition and activity within the faecal microbiota. Journal of Functional Foods 2: 219-224;
  4. Grice, E.A. and Segre, J.A., 2011. The skin microbiome. Nature Reviews Microbiology 9: 244-253;
  5. Krutmann, J., 2009. Pre- and probiotics for human skin. Journal of Dermatological Science 54: 1-5;
  6. O’Sullivan, G.C., Kelly, P., O’Halloran, S., Collins, C., Collins, J.K., Dunne, C. and Shanahan, F., 2005. Probiotics: an emerging therapy. Current Pharmaceutical Design 11: 3-10;
  7. Roberfroid, M.B., 2007. Prebiotics: the concept revisited. Journal of Nutrition 137: 830S-837S;
  8. Tomasik, P.J. and Tomasik, P., 2003. Probiotics and prebiotics. Cereal Chemistry 80: 113-117;
  9. Van Loo, J.V., Cummings, J., Delzenne, N., Englyst, H., Franck, A., Hopkins, M., Kok, N., Macfarlane, G., Newton, D., Quigley, M., Roberfroid, M., Van Vliet, T. and Van den Heuvel, E., 1999. Functional food properties of non-digestible oligosaccharides: a consensus report from the ENDO project (DGXII AIRII-CT94-1095). British Journal of Nutrition 81: 121-132

FOTO: Unsplash, Pixabay.

2019-05-03T15:54:03+02:00

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