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INVECCHIAMENTO CUTANEO: IL TRATTAMENTO

Abbiamo già parlato, qui, di invecchiamento della pelle. Attraverso questo articolo, cercheremo di esplorare ulteriormente questo argomento, indagando quanti tipi di invecchiamento cutaneo esistono e quali sono gli attivi antiage utilizzati in cosmesi.

Nei precedenti articoli abbiamo visto come l’invecchiamento cutaneo sia un processo naturale molto complesso, influenzato da fattori endogeni ed esogeni che, insieme, contribuiscono a lenti e progressivi cambiamenti nell’architettura della pelle tra cui l’arrivo delle tanto temute rughe. Basandoci sui fattori che determinano l’invecchiamento cutaneo, possiamo distinguere tra:

  • mio-invecchiamento (legato alla formazione di rughe di espressione);
  • crono-invecchiamento (legato all’età);
  • foto-invecchiamento (indotto dal sole e in particolare dai raggi UV);
  • invecchiamento ormonale (legato al cambiamento di assetto ormonale).

Ognuna di queste forme di invecchiamento della pelle è legata a una specifica fascia di età, coinvolge particolari strutture epidermiche e dermiche e modifica in modo caratteristico l’aspetto della cute.
Volendo fare un esempio, una pelle matura si presenta sottile, secca e con una trama evidente ma rughe poco profonde: risulta essere molto diversa da quella di una pelle eccessivamente esposta ai raggi UV (spessa, con macchie cutanee, rughe profonde e lasse) (2).
Invecchiamento cutaneo, dunque, può voler dire molte cose. Per questo motivo, il giusto approccio per un trattamento antirughe efficace non si pone l’obiettivo di apparire più giovani, ma quello di avere una pelle più sana e bella.

L’obiettivo di rallentare l’invecchiamento e ottenere una cute sana non si raggiunge soltanto utilizzando dei prodotti cosmetici adeguati alla propria età e al tipo di pelle. Bisogna seguire un corretto stile di vita, con una dieta adeguata, una giusta protezione verso i raggi solari e una moderata attività fisica. È necessario comprendere che questa moltitudine di aspetti si traduce in un miglioramento dello stato di salute generale della pelle. Allo stesso modo, tutto questo andrà ad influire sul corretto mantenimento dell’omeostasi, della temperatura corporea e sul bilancio di fluidi ed elettroliti – la cui alterazione potrebbe causare gravi patologie – (3).

QUAL È IL TRATTAMENTO COSMETICO ANTIRUGHE PIÙ EFFICACE?

Il trattamento cosmetico più efficace per contrastare l’invecchiamento è, come sempre, la prevenzione! Con prevenzione intendiamo una routine quotidiana che preveda l’utilizzo di un prodotto per la detersione delicata dell’epidermide, in grado di rimuovere le impurezze e gli inquinanti ambientali, e una crema viso idratante ed emolliente che mantenga la funzionalità barriera dell’epidermide.

L’utilizzo di questi prodotti cosmetici dovrebbe essere costante già dalla giovane età; e a partire dai 30 anni, dovrebbe essere affiancato a una buona crema antirughe.

Già, ma si fa presto a dire antirughe! Nel corso degli anni sono stati sviluppati moltissimi attivi, di derivazione vegetale, animale, marina o biotecnologica, raggruppabili in diverse categorie a seconda della funzionalità e dell’effetto che si ricerca.

Se considerassimo l’efficacia, potremmo suddividere gli attivi antirughe in tre categorie:

  1. Attivi a lungo termine;
  2. Attivi a medio termine;
  3. Attivi con effetto immediato.

Notate bene: quando parliamo di lungo e medio termine, consideriamo almeno 56-28 giorni, che corrispondono al tempo necessario per avere un dato significativo di efficacia durante lo svolgimento dei test antirughe in vivo.

Gli attivi con un effetto a lungo termine sono sostanze che prevengono l’invecchiamento del derma, lo strato di pelle che fornisce sostegno e nutrimento all’epidermide. Tra gli attivi antirughe che appartengono a questa categoria troviamo sostanze che potenziano le strutture endogene di difesa dai radicali liberi, quindi antiossidanti, vitamine (E, C, A, B3, B5), betacarotene, coenzima Q10, acido α-lipoico, retinoidi, polifenoli, flavonoidi (6). Si possono annoverare, all’interno di questa categoria, gli isoflavoni della soia – dall’effetto antiossidante, particolarmente indicato nei processi di invecchiamento ormonale – e gli attivi antipollution: attivi che proteggono la pelle dai danni indotti dal fumo, smog e da tutti gli inquinanti ambientali che agiscono, anch’essi, tramite un aumento dei ROS.

Gli attivi con un effetto a medio-lungo termine, sono un gruppo di sostanze eterogenee che agiscono sia sul derma, migliorandone lo stato di salute, sia sull’epidermide, aumentandone il trofismo. Appartengono a questa categoria, oltre agli antiossidanti e le vitamine che abbiamo visto prima, le sostanze che vengono definite rassodanti, cioè sostanze che stimolano la sintesi di elastina e collagene, le due proteine che costituiscono la struttura del derma. Diverse sostanze di origine vegetale, marina o biotecnologica stimolano la sintesi dei mucopolisaccaridi e di queste proteine o ne diminuiscono la degradazione ad opera di alcuni enzimi presenti sulla pelle, chiamati metallo proteinasi. Gli enzimi metallo proteinasi sono una famiglia di enzimi proteolitici (tra cui le collagenasi e le elastasi) che hanno la funzione di regolare il metabolismo delle proteine strutturali e intervengono nei processi di rimodellamento tissutale (fisiologici o patologici) che avvengono con la crescita, sviluppo e riparo dei tessuti. Altro gruppo di attivi a medio-lungo termine sono i cosiddetti energizzanti, tra cui troviamo i minerali, come rame, selenio, zinco (1) e gli α-idrossiacidi (alpha hydroxy acid o AHA, acidi della frutta, come acido lattico, malico, tartarico) e β-idrossiacidi (acido salicilico, acido tricloroacetico) (1). Il meccanismo con cui agiscono questi acidi organici non è ancora del tutto noto, ma si ipotizza che sequestrino gli ioni calcio epidermici, determinando la desquamazione degli strati cellulari più superficiali (6) che comporta un aumento degli enzimi epidermici, e quindi un rinnovamento cellulare, una diminuzione dello spessore dello strato corneo e uno stimolo a ricostruire la barriera cutanea con un’architettura corretta (2). Appartengono a questo gruppo anche il noto “botulino” e tutte le sostanze botox like, ossia sostanze peptidiche di origine biotecnologica e sintetica che agiscono a livello del tessuto muscolare diminuendo la micro contrazione delle fibre muscolari, ottenendo il conseguente rilassamento degli stessi muscoli con la distensione della cute sovrastante e l’appianamento delle rughe di espressione (7).

Gli attivi ad effetto immediato sono un gruppo di sostanze che non intervengono nel meccanismo di formazione della ruga, ma hanno esclusivamente un effetto riempitivo o tensore sulla ruga. Le rughe ci appaiono perché, quando colpite dalla radiazione, il raggio luminoso penetra all’interno della ruga, non viene riflesso, e a noi appare come una zona scura e profonda.

I filler sono sostanze, di origine minerale, sintetica o naturale come l’acido ialuronico ad alto peso molecolare, che penetrano all’interno della ruga e la riempiono: in questo modo migliora la riflessione della luce e la pelle appare più distesa. Lo studio di questo effetto ottico ha portato alla sintesi di diversi composti definiti soft focus: particelle minerali della dimensione di 1-50 nanometri che hanno la particolarità di riflettere la luce in modo uniforme in tutte le direzioni, in modo da attenuare rughe e imperfezioni (8). Utilizzando particelle minerali di dimensioni maggiori si avrà una trasmissione della luce diversa e quindi un effetto differente, cioè un’azione illuminante più omogenea ed uniforme su tutto il viso.

ps: i nostri racconti sono tutti frutto di uno studio attento e dettagliato delle fonti. Nel caso in cui trovassi inesattezze oppure desiderassi puntualizzare qualcosa, ti invitiamo a scriverci: non siamo qui per insegnare soltanto ma per imparare soprattutto, insieme!

FONTI:

  1. Puizina-Ivi, L.Miri, A.Arija, D. Karlica, D.Marasovi. 2010 Modern Approach to Topical Treatment of Aging Skin, Coll. Antropol. 34 (2010) 3: 1145–1153
  2. Ruta Ganceviciene, Aikaterini I. Liakou, Athanasios Theodoridis, Evgenia Makrantonaki, Christos C. Zouboulis (2012) Skin anti-aging strategies, Dermato-Endocrinology, 4:3, 308-319.
  3. C. Zouboulis, E. Makrantonaki and G. Nikolakis, When the skin is in the center of interest – An aging issue, Clinics in Dermatology
  4. Roisin Stout and Mark Birch-Machin, 2019. Mitochondria’s Role in Skin Ageing Biology; 8, 29;
  5. Eric Dupont, Juan Gomez, Claude Léveillé, Diane Bilodeau, 2010. From Hydration to Cell Turnover: An Integral Approach to Antiaging. Cosmetics&Toiletries, vol 125;3: 50-62.
  6. Marcia Ramos-e-Silva, Livia Ribeiro Celem, Stella Ramos-e-Silva, Ana Paula Fucci-da-Costa, 2013. Anti-aging cosmetics: Facts and controversies. Clinics in Dermatology 31, 750–758
  7. Leonardo Celleno, Dermatologia cosmetica, Tecniche nuove, 383-384
  8. Anthony Rohrer, Jonathan Doll, Kelly Ann Dobos, 2018. OPTICALLY DIFFUSING PARTICLES. United States Patent Application Publication ( 10 ) Pub. No.: US 2018 / 0344586 A1

FOTO: Freepik, Unsplash.

2019-07-29T11:02:34+02:00

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