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COSMETICI FERMENTATI: COSA SONO E PERCHÉ RAPPRESENTANO L’ULTIMA TENDENZA DELLA COSMESI

I cosmetici fermentati hanno fatto la loro comparsa nel mercato da poco tempo ma sono subito diventati prodotti di tendenza. Attraverso questo articolo andremo alla scoperta della fermentazione, dei vantaggi che questa tecnica apporta agli ingredienti naturali e dei cosmetici fermentati, diventati in brevissimo tempo alleati di tendenza.

cosmetici fermentati

I cosmetici fermentati rappresentano una delle più recenti innovazioni in campo cosmetico e in breve tempo sono diventati tra i prodotti più di tendenza del mercato. La particolarità dei cosmetici fermentati è che sebbene siano stati “scoperti” solo negli ultimi anni, in realtà si basano su un processo produttivo millenario: la fermentazione.

LA FERMENTAZIONE

Tecnicamente, la fermentazione è un processo metabolico che porta alla scissione di diversi composti grazie al lavoro di batteri e lieviti. Questi agiscono su molecole molto piccole tra cui zuccheri, alcol, acido lattico e glucosio.

Tre esempi tipici della fermentazione sono:

  • fermentazione lattica, ad opera dei lattobatteri che portano alla produzione di yogurt
  • fermentazione alcolica, dalla quale si ottengono il vino e la birra
  • fermentazione acetica, utilizzata per la produzione di aceto

La fermentazione è sempre stata di fondamentale importanza per tutte le civiltà e, negli ultimi tempi, ha iniziato a diffondersi come tecnica produttiva in ambito cosmetico. Oggi, infatti, molti ingredienti cosmetici vengono prodotti per fermentazione.

Tra questi ricordiamo regolatori di pH come l’acido citrico oppure la xanthan gum, carboidrato complesso ottenuto per fermentazione batterica e utilizzata come modificatore reologico (si tratta di sostanze in grado di modificare i più comuni parametri di un cosmetico come, ad esempio, la densità oppure la viscosità).

CURIOSITÀ: La fermentazione è un processo molto antico, risalente a più di 2000 anni fa, già citata da Plinio il Vecchio nei suoi scritti. Il primo prodotto fermentato di cui si ha traccia è l’idromele, una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del miele, nota nell’antichità come “bevanda degli dei”. Non a caso, era proprio agli dei che veniva affidato il processo della fermentazione: processo che, come per magia, rendeva più saporiti alcuni cibi, ne favoriva la conservazione e rendeva commestibili cibi e bevande che altrimenti non lo sarebbero stati.

LA FERMENTAZIONE APPLICATA ALLA COSMESI

Fino a qualche tempo fa, la fermentazione aveva il grosso limite di non essere applicabile a molecole complesse o povere di zuccheri come oli o matrici vegetali tra cui radici, foglie, petali oppure fiori: tutte parti vegetali ampiamente utilizzate dalla cosmesi naturale.

Un recente studio sugli ingredienti fermentati e sulle tecniche di fermentazione, indotto da un crescente interesse del mercato, ha portato a un’importante innovazione in termini di ingredienti cosmetici. Grazie ad un lavoro attento e mirato, infatti, sono state sviluppate diverse tecnologie che hanno ridotto i limiti della fermentazione e hanno permesso l’introduzione di attivi cosmetici molto interessanti e funzionali.

Queste nuove tecnologie hanno consentito l’impiego di particolari batteri in grado di idrolizzare i trigliceridi, quindi gli oli, e l’utilizzo di particolari miscele di batteri che idrolizzano la parete cellulare, esponendo le molecole attive e rendendole disponibili per la successiva fermentazione.

Queste tecnologie hanno permesso alle aziende cosmetiche di migliorare l’efficacia dei fitocomplessi vegetali aumentando la concentrazione di vitamine, dei sistemi antiossidanti, di proteine e aminoacidi e incrementando, di conseguenza, l’efficacia dell’estratto e quindi del cosmetico.

Ulteriori studi hanno provato che il processo di fermentazione potenzia gli attivi contenuti negli ingredienti vegetali e contribuisce a migliorare il loro assorbimento.

cosmetici fermentati

LAB LIFE: uno dei nostri ingredienti fermentati preferiti è il LENTYMIRT HT prodotto dall’azienda bolognese Phenbiox. Si tratta di un attivo molto interessante, risultato della combinazione (e fermentazione) di due specie vegetali: lentisco e mirto. Entrambe appartenenti alla flora spontanea mediterranea, sono piante conosciute per le loro numerose proprietà benefiche. Del LENTYMIRT apprezziamo l’attenzione alla provenienza delle materie prime, il processo produttivo green e il fatto che, essendo un attivo molto concentrato, ne bastano dosi piccole per ottenere gli effetti antiossidanti desiderati.

Se ti è piaciuto questo articolo, ti consigliamo anche una lettura alla scoperta delle forme cosmetiche oppure il nostro video racconto sulla distillazione della lavanda. Inoltre, potrai trovare interessanti curiosità sulle proprietà antibatteriche degli oli essenziali e sull’olio essenziale più pregiato al mondo!

FONTI

  • Phenbiox. LENTYMIRT HF.
  • Pham, Q. L., Jang, H.-J., & Kim, K.-B. (2017). Anti-wrinkle effect of fermented black ginseng on human fibroblasts. International Journal of Molecular Medicine, 39(3), 681–686. doi:10.3892/ijmm.2017.2858
  • Sivamaruthi, B. S., Chaiyasut, C., & Kesika, P. (2018). COSMECEUTICAL IMPORTANCE OF FERMENTED PLANT EXTRACTS: A SHORT REVIEW. International Journal of Applied Pharmaceutics, 10(4), 31.doi:10.22159/ijap.2018v10i4.26355

FOTO

  • Freepik.
2020-10-02T09:10:32+01:00

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