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SKINCARE PER I PIÙ PICCOLI: COME SCEGLIERE I COSMETICI PER BAMBINI

In commercio esistono moltissimi prodotti formulati appositamente per i bambini.
Leggiamo come fare per acquistarli con consapevolezza!

Come scegliere i cosmetici per i bambini? Quali prodotti è utile avere sempre a portata di mano per una buona detergenza e cura della pelle dei più piccoli?
Innanzitutto, dobbiamo ricordare che la pelle dei bambini possiede caratteristiche diverse rispetto a quella degli adulti e, per questo motivo, necessita di prodotti differenti e mirati. 

Questo è il primo assunto da tenere bene a mente quando si parla di skincare neonatale ed infantile. Può sembrare un discorso banale ma è importante ricordarlo perché si tratta di un argomento piuttosto delicato. Vi abbiamo raccontato, in questo articolo, quali sono le differenze principali tra la pelle dei bambini e quella degli adulti. Abbiamo visto che sono molteplici, e che ad ognuna è giusto donare importanza.

La formulazione di un cosmetico per bambini deve tenere conto del potenziale di assorbimento della pelle dei più piccoli, a seconda delle differenti età di questi. Altrimenti, gli ingredienti potrebbero risultare troppo aggressivi oppure, al contrario, assolutamente ininfluenti.

Per quanto riguarda le materie prime, sappiamo bene che ve ne sono in numero troppo elevato perché queste possano essere sufficientemente approfondite in codesto articolo. Possiamo, però, prendere ad esame le più utilizzate e cominciare a sviluppare le competenze attraverso cui essere in grado di scegliere il cosmetico migliore per i bambini.

Innanzitutto, per quanto riguarda la cura dei neonati – bambini di età inferiore ai 12 mesi – si sconsiglia l’utilizzo di prodotti che in INCI presentino, tra le prime posizioni: Alcohol o Propylene glycol, umettante ed ottimo veicolo di sostanze attive. La percentuale di questi ingredienti all’interno della formula cosmetica andrebbe infatti ridotta o mantenuta molto bassa poiché queste materie prime potrebbero causare rossori e irritazioni, soprattutto se usate ad alte concentrazioni.

Ad ogni modo, ci teniamo a ricordarlo, non si tratta di ingredienti di per sé dannosi o tossici e, perciò, non avrebbe senso bandirli completamente. Come ci ricorda Orazio, poeta latino, nelle sue Satire: “est modus in rebus”, ovvero, “esiste una misura in tutte le cose”.

Nella cosmetologia come in moltissime altre discipline, scientifiche e non, questa citazione potrebbe rappresentare un ottimo promemoria.

Ulteriori ingredienti da ridurre, o evitare, nei cosmetici indirizzati a neonati e bambini piccoli sono:

  • Sodium lauryl sulfate, il ben noto SLS, tensioattivo largamente utilizzato nei cosmetici convenzionali. Si tratta di una molecola piuttosto irritante che può danneggiare la barriera lipidica della pelle e causare infiammazioni;
  • Sodium laureth sulfate e Ammonium laureth sulfate. Si tratta di tensioattivi comunemente presenti in molti cosmetici, dall’interessante potere schiumogeno, che però hanno dimostrato avere proprietà irritanti per la pelle, sebbene in misura inferiore rispetto al già citato SLS. Da non confondere con Ammonium lauryl sulfate, un tensioattivo di origine vegetale. La differenza tra i due? La denominazione laureth: indica l’avvenuta etossilazione della catena alchilica del sale di ammonio, un processo di polimerizzazione del tutto sintetico avente, tra l’altro, un alto impatto ambientale;
  • Methylisothiazolinone e Methylchloroisothiazolinone, conservanti potenzialmente sensibilizzanti e allergizzanti. La miscela di questi due conservanti, ad oggi, è vietata nei prodotti leave-on. Resta permessa, ma con precise limitazioni, nei prodotti rinse-off, cioè quelli da risciacquo. Tutte le informazioni riguardo la presenza di conservanti nei cosmetici, si trovano nell’Allegato 5 del Regolamento CE n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici;
  • Triclosan, un clorofenolo molto utilizzato per le sue proprietà antibatteriche. Questo ingrediente, nel 2016, è stato bandito da alcune categorie di prodotti a causa di alcune controversie riguardo l’assorbimento nel corpo umano. A prendere questa decisione è stata l’FDA, negli Stati Uniti. Sembra che il Triclosan sia un interferente endocrino: una sostanza in grado di interferire con l’apparato endocrino di vari organismi causando problemi alla loro salute. Il Triclosan, oltretutto, è particolarmente impattante anche per diverse specie di animali acquatici che, purtroppo, ne vengono spesso a contatto in seguito allo smaltimento dei prodotti cosmetici nelle acque;
  • Methyl paraben, Propyl paraben, Ethyl paraben e Butyl paraben. Si tratta di conservanti, utilizzati a partire dagli anni ’40 dello scorso secolo, potenzialmente irritanti. Approfondiremo la questione relativa ai parabeni più avanti, dedicando loro un articolo mirato. Per adesso ci accontentiamo di sapere che la massima concentrazione autorizzata per i parabeni è di 0,4% se si tratta di una sola sostanza mentre 0,8% se i parabeni sono presenti in miscela. Nel 2011, Butyl paraben e Propyl paraben sono stati vietati, dalla Commissione Europea, nei cosmetici destinati ai bambini di età inferiore ai tre anni.

Una caratteristica utile da controllare quando si sceglie un cosmetico per bambini, riguarda la profumazione del prodotto. Un eccessivo uso di profumi e coloranti potrebbe risultare sensibilizzante per la giovanissima cute e, dunque, vi consigliamo di optare per un cosmetico dalla formulazione semplice e delicata.

COME INDIRIZZARE LE NOSTRE SCELTE?

Le materie prime a disposizione della cosmetologia sono tantissime: impossibile conoscerle tutte.
Come possiamo, dunque, scegliere un prodotto con coscienza, senza avere paura di portare a casa qualcosa che non si riveli di nostro gradimento?
Il metodo migliore, più immediato ed efficiente, è certamente quello di affidarsi alle certificazioni.

Le principali, più diffuse in Europa, sono Natrue e COSMOS. Comprare un cosmetico certificato vuol dire acquistare un prodotto che è stato approfonditamente controllato e che, per essere venduto, ha soddisfatto criteri qualitativi molto esigenti. Ogni ingrediente in INCI ed ogni claim in etichetta viene giustificato tramite controlli e test di efficacia.

Avere in casa un prodotto certificato significa avere la sicurezza che le indicazioni riportate sulla confezione sono state studiate e verificate in modo approfondito. Informazioni che, ricordiamolo, sono sempre disponibili e scaricabili online, gratuitamente, sui rispettivi siti web: Natrue e COSMOS.

Se questo articolo dedicato alla cosmesi per bambini ti è piaciuto, segui i nostri aggiornamenti: presto troverai nel nostro BLOG un approfondimento sulle differenti tipologie di cosmetici per bambini, sui prodotti migliori per i primi bagnetti e molto altro ancora…ti aspettiamo!

ps: i nostri racconti sono tutti frutto di uno studio attento e dettagliato delle fonti. Nel caso in cui trovassi inesattezze oppure desiderassi puntualizzare qualcosa, ti invitiamo a scriverci: non siamo qui per insegnare soltanto ma per imparare soprattutto, insieme!

FONTI:

  • Catanzaro, J. M., & Smith, J. G. (1991). Propylene glycol dermatitis. Journal of the American Academy of Dermatology, 24(1), 90–95.
  • Fernandes, J. D., Machado, M. C. R., & Oliveira, Z. N. P. de. (2011). Prevenção e cuidados com a pele da criança e do recém-nascido. Anais Brasileiros de Dermatologia, 86(1), 102–110.
  • Mannan, K., Chow, P., Lissauer, T., & Godambe, S. (2007). Mistaken identity of skin cleansing solution leading to extensive chemical burns in an extremely preterm infant. Acta Paediatrica, 96(10), 1536–1537.
  • Regulation (EC) No 1223/2009 of the European Parliament and of the Council of 30 November 2009 on cosmetic products.
  • Trotter, S. Neonatal skincare: why change is vital. RCM Midwives. 2006; 9:134-8.
  •  Weatherly, L. M., & Gosse, J. A. (2017). Triclosan exposure, transformation, and human health effects. Journal of Toxicology and Environmental Health, Part B, 20(8), 447–469.
2019-01-25T16:57:42+02:00

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