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RADIAZIONE SOLARE: GLI EFFETTI DEL SOLE SULLA PELLE

Attraverso questo primo articolo sul Sole e sui suoi effetti sulla pelle, scopriremo cos’è la radiazione solare, come agisce sulla cute e quali sono le precauzioni che dovremmo prendere a seconda del clima e del luogo in cui viviamo.

La radiazione solare che arriva sulla superficie terrestre è estremamente varia, ma le componenti più importanti dal punto di vista medico e cosmetico sono: i raggi infrarossi (IR) che corrispondono al 56% del totale, la radiazione solare visibile per il 39% e i raggi ultravioletti (UV) che rappresentano solo il 5%. (1)
La radiazione solare visibile è comunemente chiamata luce, e rappresenta l’intervallo dello spettro elettromagnetico che i nostri occhi riescono a registrare
I raggi ultravioletti si possono ulteriormente suddividere in tre bande: A (UVA), B (UVB) e C (UVC) a seconda della lunghezza d’onda.
La percentuale effettiva di radiazione solare che giunge sulla superficie terrestre è influenzata da molti parametri, tra cui la geografia (quindi altitudine e latitudine) e il periodo dell’anno. Altri parametri sono l’orario, la situazione atmosferica (livelli di ozono) e i fenomeni di riflessione e rifrazione da parte di nuvole, suolo, inquinanti ambientali (2).
Facciamo un esempio: l’intensità della radiazione solare aumenta in base all’altitudine.  In pratica, più si sale, più si riduce lo strato di atmosfera che ci protegge dal Sole. Funziona così: la radiazione solare è proporzionale alla posizione della Terra rispetto al Sole e, soprattutto, ai livelli di ozono presenti.

CURIOSITÀ: cos’è lo strato di ozono?
Se ne parla molto spesso, soprattutto ultimamente, poiché l’inquinamento eccessivo lo sta riducendo. Lo strato di ozono è una parte dell’atmosfera che prende il nome dal gas serra presente in maggior quantità, l’ozono, appunto. La sua funzione è fondamentale per la nostra vita e per la nostra salute. Infatti, questo gas è in grado di  filtrare e ridurre la quantità di radiazione solare, soprattutto ultravioletta UV, che, altrimenti, arriverebbe fino a terra arrecandoci non pochi problemi. Lo strato di ozono è presente tra i 15 e i 30 km di altitudine e la sua concentrazione non è omogenea. Nelle zone equatoriali è minore rispetto ai poli.

Diversi studi hanno evidenziato come la riduzione dello strato di ozono ha determinato un aumento del rischio di patologie cutanee e invecchiamento della pelle. (1)

Per quanto riguarda la posizione del sole, la radiazione solare che arriva sulla Terra è più intensa tra le 10:00 e le 16:00, con il picco massimo attorno alle 12:00. Nel periodo estivo e in prossimità dell’equatore, si verifica un aumento del 4% della radiazione solare ogni 300 m di altitudine. Questo valore può cambiare anche in funzione della superficie riflettente verso cui sono indirizzati i raggi solari.

Neve, ghiaccio, sabbia bianca, erba, acqua, vetro e metalli riflettono la radiazione solare, anche se in ombra. È per questo che quando siamo al mare ci abbronziamo anche sotto l’ombrellone!

Sabbia e calcestruzzo riflettono il 17% della radiazione incidente, mentre la neve fa aumentare questo valore fino all’80%. Al contrario, inquinanti ambientali e foschia assorbono la radiazione solare incidente, cioè quella che altrimenti arriverebbe sulla superficie terrestre, così come fanno le nuvole che ne possono assorbire dal 10 all’80%. (1)
Nel corso della nostra vita, la nostra pelle viene esposta in molti modi sia alla luce visibile, sia ai raggi UV e IR. Nonostante i raggi ultravioletti siano una piccola porzione dei raggi emessi dalla radiazione solare, essi sono i più studiati finora e anche i responsabili della maggior parte degli effetti cutanei del sole.
Come funziona? In sintesi, all’aumentare della lunghezza d’onda della radiazione diminuisce la sua energia e aumenta il potere penetrante.
Con potere penetrante si definisce la capacità di una radiazione di attraversare la cute e manifestare effetti biologici.

Abbiamo dunque detto che questa capacità è inversamente proporzionale all’energia della radiazione solare stessa. Questo il motivo per cui, sebbene la luce visibile e gli infrarossi siano in grado di attraversare la nostra pelle, i raggi da cui è necessario proteggersi sono principalmente quelli UV.
Questi, pur restando in superficie, posseggono una grande energia e dunque sono in grado di impattare molecole e tessuti cutanei.
Negli ultimi anni si stanno compiendo molti studi che hanno l’obiettivo di indagare gli effetti di tutti gli altri raggi, finora presi poco in considerazione.
Al momento, però, sappiamo che i raggi UV sono molto impattanti sulla pelle e che la radiazione solare è influenzata da molti fattori. A causa di ciò, la World Health Organization (WHO) ha deciso di standardizzare la misura dei raggi UV incidenti mediante la UV Index. La UV Index descrive la quantità di radiazione solare incidente in una particolare zona terrestre, e viene pubblicata quotidianamente dai bollettini metereologici locali utilizzando una scala da 0 a 12. (1)

Come fare per proteggerci dai raggi del sole? Sono diversi gli strumenti a nostra disposizione che ci consentono di mitigare e di proteggerci dagli effetti della radiazione solare: per i valori di UV Index bassi è sufficiente indossare abiti leggeri di cotone, occhiali e capellino (fondamentali soprattutto per i più piccoli). Man mano che aumenta la UV Index diviene fondamentale l’utilizzo di creme solari con fattore di protezione (SPF) almeno 30 e una buona protezione verso i raggi UVA. È inoltre auspicabile avere una dieta varia che includa ingredienti vegetali colorati (gialli, verdi, rossi e arancioni) perché ricchi in β-carotene, licopene e vitamine D, E, C, e fonte naturali di minerali come zinco, selenio e ferro che aiutano a ridurre gli effetti ossidativi delle radiazioni UV. (1)

ps: i nostri racconti sono tutti frutto di uno studio attento e dettagliato delle fonti. Nel caso in cui trovassi inesattezze oppure desiderassi puntualizzare qualcosa, ti invitiamo a scriverci: non siamo qui per insegnare soltanto ma per imparare soprattutto, insieme!

FONTI

  1. S. M. Purim, A. C. K. Titski, N. Leite (2018). Photoprotection and the Environment. Dermatology in Public Health Environments, pp 1077-1087
  2. Herzog, S. Mongiat, K. Quass, C. Deshayes (2004). Prediction of sun protection factor and UVA parameters of suncreen by using a calibrated step film model. Journal of Pharmaceutical Sciences; Vol 93, No 7, 1780-1795.
2019-07-08T09:21:56+01:00

Un commento

  1. […] visto in questo articolo che le radiazioni solari più eritematogene sono quelle a maggiore energia. Stiamo parlando, […]

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