...attraverso la scienza, per la Natura

LA STELLA ALPINA NEI COSMETICI NATURALI

La Stella Alpina è il simbolo di tutti gli amanti della montagna. Di lei ci raccontano decine e decine di leggende, di storie incastonate tra alte vette. Molti però non sanno che questo piccolo fiore possiede attivi straordinari, utili nella formulazione di molti prodotti cosmetici.

La Stella Alpina è una piccola pianta che cresce su alture impervie. Il nome scientifico Leontopodium alpinum, deriva dal greco “piede di leone” e si riferisce alla curiosa forma dei capolini del fiore che ricordano le zampe del grande felino.
Col termine stella alpina si è soliti comprendere diverse specie appartenenti al genere Leontopodium sp., diffuso lungo le catene montuose più alte del Pianeta: dalle Ande alle Alpi e sino in Asia. La stella alpina è una specie protetta, per questo motivo non raccoglibile in natura ma piuttosto diffusa in floricoltura e, quindi, facilmente coltivabile anche in casa.

Si narra che, durante una gelida notte, una piccola stella scelse di abbandonare il cielo per far compagnia ad una vetta solitaria. L’alta cima, per ringraziare, porse quindi in dono alla stella alpina un velo lanuginoso con cui il piccolo fiore avrebbe potuto ripararsi dal freddo.

Questa è solo una delle decine di leggende riguardanti la stella alpina. Altre storie raccontano di Regine delle Nevi e gesti eroici di principi innamorati, di coraggio e imprese stoiche. Difficile elencarle tutte ma questa mole di racconti ci fa capire quanto sia amato il fiore simbolo dell’alta montagna.

Cos’altro sappiamo della stella alpina? Che è una pianta da sempre utilizzata in medicina tradizionale. In passato veniva usata per lenire i dolori reumatici, attenuare le infiammazioni e la tosse e come ingrediente astringente.

La stella alpina vive in ambienti piuttosto estremi, oltre i 1800 metri di altitudine e fino ai 3000 m. Si tratta, perciò, di una pianta specializzata nella difesa dai grandi sbalzi di temperatura e dal forte irraggiamento solare. Per questo motivo, negli ultimi decenni, diversi studi scientifici hanno riguardato il genere Leontopodium sp. Il fine della ricerca è quello di evidenziare le sostanze attive presenti nella specie ed il loro possibile utilizzo in cosmesi ed in altri settori.

Le principali proprietà possedute dalla stella alpina, sono riconducibili alla presenza di una grande varietà di polifenoli. Si tratta di metaboliti secondari: composti chimici utilizzati dalle piante per difesa, protezione e riproduzione.

In dettaglio troviamo: acidi fenolici, glicosidi, flavonoidi, cumarine, lignani. E poi terpeni e alcaloidi.

Tra tutti, è bene ricordare l’acido leontopodico perché isolato per la prima volta proprio nelle parti aeree (foglie, fiori, stelo) della stella alpina. L’acido leontopodico ha formula chimica C37H34O19, due differenti isomeri (A e B), e deriva dall’acido glucarico.

Diversi studi ne hanno approfondito le proprietà. In particolare, una ricerca condotta dalla collaborazione fra differenti Università Europee, nel 2005, ha utilizzato due particolari metodi diagnostici, chiamati Briggs-Rauscher e TEAC assay, per rilevare la capacità antiossidante dell’acido leontopodico. In effetti, i risultati ottenuti hanno evidenziato e confermato che l’attivo, quindi di conseguenza la stella alpina, è un potente antiossidante naturale.

L’estratto di stella alpina, inoltre, presenta notevoli proprietà antinfiammatorie che sono state ampiamente dimostrate negli ultimi anni.

Per tutti questi motivi, la stella alpina viene utilizzata nelle formulazioni cosmetiche al fine di proteggere la pelle dalle radiazioni solari e dalle infiammazioni e, inoltre, aiuta a prevenire l’invecchiamento cellulare e i disordini della pelle.

E tu, hai mai provato un cosmetico alla stella alpina?
Cosa ne pensi? Faccelo sapere con un commento!

ps: i nostri racconti sono tutti frutto di uno studio attento e dettagliato delle fonti. Nel caso in cui trovassi inesattezze oppure desiderassi puntualizzare qualcosa, ti invitiamo a scriverci: non siamo qui per insegnare soltanto ma per imparare soprattutto, insieme!

FONTI

  • Daniela, L., Alla, P., Maurelli, R., Elena, D., Giovanna, P., Vladimir, K., Liudmila, K. (2012). Anti-Inflammatory Effects of Concentrated Ethanol Extracts of Edelweiss (Leontopodium alpinumCass.) Callus Cultures towards Human Keratinocytes and Endothelial Cells. Mediators of Inflammation, 2012, 1–12.
  • Dobner, M. J., Schwaiger, S., Jenewein, I. H., & Stuppner, H. (2003). Antibacterial activity of Leontopodium alpinum (Edelweiss). Journal of Ethnopharmacology, 89(2-3), 301–303.
  • Schwaiger, S., Cervellati, R., Seger, C., Ellmerer, E. P., About, N., Renimel, I., … Stuppner, H. (2005). Leontopodic acid—a novel highly substituted glucaric acid derivative from Edelweiss (Leontopodium alpinum Cass.) and its antioxidative and DNA protecting properties. Tetrahedron, 61(19), 4621–4630.
2018-12-07T17:23:46+02:00

Scrivi un commento

Hai una domanda per noi?

x