...attraverso la scienza, per la Natura

Il mestiere del cosmetologo

tra aneddoti e curiosità

Una figura che si conosce poco, di cui si parla quasi mai. La mente – ed anche il braccio – dei prodotti che tutti noi utilizziamo ogni giorno: quello del cosmetologo è un mestiere molto affascinante che vogliamo provare a raccontarvi attraverso questo racconto.

La cosmetologia è la scienza che si occupa di cosmesi, “dello studio dei caratteri estetici e dei processi biochimici fisiologici o patologici dell’organismo in generale e della cute in particolare, e che si occupa anche dello studio sperimentale dei principi attivi e degli eccipienti, conservanti e profumi contenuti nelle preparazioni.” ¹

Il cosmetologo, dunque, è un tecnico specializzato nella formulazione dei cosmetici, e si rende protagonista nella scelta e nel controllo delle materie prime e dei prodotti finiti.

È una figura-chiave che, grazie al suo lavoro ed alle sue conoscenze, sviluppa e formula i prodotti che usiamo ogni giorno, quelli che, in sostanza, definiscono ciò che siamo: il nostro profumo, lo shampoo preferito, il mascara che portiamo sempre con noi.

COME SI DIVENTA COSMETOLOGI?

Per diventare cosmetologi è necessario iscriversi, dopo le scuole superiori, ad una facoltà universitaria ad indirizzo scientifico. Il corso di Laurea più indicato è quello in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. Dopodiché, è possibile proseguire con una specializzazione in Cosmetologia.

Alcune Università prevedono un corso di Laurea in Scienze Farmaceutiche Applicate dopo il quale si può proseguire, con la Laurea Magistrale, per conseguire la qualifica di Tecnico Erborista. Per completezza, esistono anche diversi master, di I o II livello, in Scienze dei Prodotti Cosmetici e Dermatologici.

QUALI SONO I COMPITI DEL COSMETOLOGO?

Le attività del Cosmetologo sono molteplici e diversificate, a seconda del luogo di lavoro.

In generale, però, si occupa di:

  • Gestire il laboratorio, le apparecchiature e gli strumenti disponibili;
  • Formulare i prodotti attraverso la scelta e la combinazione delle materie prime;
  • Controllare le materie prime e lo sviluppo del cosmetico in ogni sua fase;
  • Effettuare le analisi chimiche, microbiologiche e tossicologiche secondo standard di riferimento precisi.

Molta tecnica, certamente, ed una buona dose di intuizione, sperimentazione e fantasia.

Il sentiero per diventare un cosmetologo è ricco di avventura e, sebbene impegnativo, riserva molte soddisfazioni. È un mestiere che, pur poggiando su solide basi di chimica e fisiologia, necessita di creatività e passione grazie alle quali è possibile realizzare prodotti funzionali che le persone scelgono per bisogno ma anche, soprattutto, per piacere.

Per piacersi.

Perciò, se tutto questo vi appassiona, non abbiate paura di tuffarvi nel nostro incredibile mondo!

IL NOSTRO PUNTO DI VISTA

Serena Berretti lavora come cosmetologa da GALA. Nel suo affascinante laboratorio, tra fotografie con cornici colorate ed ampolle dai colori fiabeschi, crea cosmetici naturali. Abbiamo pensato di passare a trovarla, per chiederle di raccontarci di questa sua passione che, con il tempo e con lo studio, è riuscita a trasformare in lavoro.

Serena, quand’è che hai deciso, oppure scoperto, che da grande avresti fatto la Cosmetologa?

Ci sono state due occasioni determinanti.

La prima è stata durante un tirocinio, nell’estate della quarta superiore. Ero capitata casualmente in un’azienda produttrice di cosmetici, e in laboratorio osservavo i ragazzi che preparavano le loro tesi di laurea. Ero affascinata da tutte quelle prove, quella continua voglia di scoprire e di proseguire in una ricerca, nonostante alcune volte il risultato tardasse ad arrivare, ed ho cominciato ad informarmi sul corso di studi a cui erano iscritti e sul tipo di lavoro che svolge il cosmetologo.

La seconda occasione si presentò lo stesso anno. Leggevo un quotidiano locale, abbandonato in casa da mio padre, quando mi trovai davanti un articolo su un’azienda fondata da poco nella mia città che produceva prodotti cosmetici in conto terzi con le materie prime del commercio equo e solidale. Il fair trade è un argomento che mi sta molto a cuore e scoprire che il lavoro che tanto mi affascinava in laboratorio, poteva coinvolgere un progetto di tale valenza etica, mi ha fatto capire che quella era la strada da seguire.

Ho ritagliato quella pagina di giornale e l’ho tenuta in mezzo a un libro per anni. Qualche tempo dopo è saltata fuori a ricordarmi che quando hai un sogno nel cassetto, in cui credi fermamente, vale la pena lottare per esso: da quasi sei anni, lavoro nel reparto di Ricerca&Sviluppo dell’azienda di cui parlava quell’articolo letto, ormai tredici anni fa, sul giornale. 

Avevi già chiaro come muoverti nella scelta della facoltà oppure hai scoperto nel tempo come fare? Qual è stato il tuo percorso di studi?

Credo che il primo input sia arrivato alla scuola superiore. Ho frequento l’Istituto Tecnico Industriale di Forlì ad indirizzo Chimico e le tante ore di laboratorio mi hanno appassionata a tal punto da voler continuare con il corso di laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche.

Il corso di studi l’ho scoperto proprio grazie ai ragazzi che preparavano la tesi nell’azienda dove ho svolto il tirocinio alle superiori. Così, alla fine del corso di laurea, mi sono trovata nei loro stessi panni ed ho svolto una tesi sperimentale nella stessa azienda. Il percorso è stato sicuramente lungo e tortuoso, ma quando studi quello che ti piace e ti appassiona la fatica ha un peso decisamente sopportabile.

Cos’è che ami del tuo lavoro?

Amo il mio lavoro per diversi aspetti che gli appartengono. Primo fra tutti, il fatto che non si ripeta mai la stessa cosa perché ogni giorno c’è qualcosa di diverso, di nuovo, e questo ti permette di metterti sempre nella condizione di imparare, di crescere. Poi, amo il mio lavoro per il fatto che il fallimento non lo è mai per davvero: una prova non riuscita, un risultato che non arriva, è comunque un dato che ti porta a seguire una strada, piuttosto che un’altra, e quando raggiungi finalmente lo scopo della tua ricerca la soddisfazione è sicuramente commisurata all’enorme lavoro che hai svolto per arrivarci.

Raccontaci un aneddoto, una storia oppure un momento importante nella tua carriera, qualcosa che ti abbia resa fiera di ciò che fai.

Fortunatamente ci sono molti aneddoti che mi rendono fiera del mio lavoro: dal cliente che mi chiama, ringraziandomi per averlo seguito in un progetto che ha superato anche le sue aspettative, all’amica che mi chiede dove può trovare un prodotto che le ho fatto provare perché “non può più vivere senza”, e fino a trovare, sugli scaffali di un negozio, il prodotto che qualche mese prima avevo dentro un becher in laboratorio.

Ma il momento che mi ha resa più orgogliosa in assoluto è stato quest’anno, quando ho avuto la possibilità di mostrare a mia figlia di 2 anni e mezzo il lavoro che faccio. Capire cosa fa un formulatore non è facile per un adulto, e figuriamoci per una bambina, pensavo. Ma i bambini sono molto più perspicaci di noi adulti e, quando le ho proposto di creare un profumo, si è buttata a capofitto in questa esperienza. Ha indossato il suo camicino, versato l’acqua, unito il profumo e mentre osservava la soluzione cambiare colore ed emanare la fragranza scelta, io osservavo il suo sguardo di stupore. In quello stesso sguardo ho ritrovato tutta la sorpresa che accompagna le nuove scoperte, sentimento che in questi anni non mi ha mai abbandonata.

Da questa esperienza io e mia figlia siamo giunte a due diverse conclusioni: lei ha capito che io, a lavoro faccio delle cose bellissime, profumate e divertenti, mentre io ho compreso quanto sono fortunata a fare un lavoro che amo e che mi permette di rimanere ancora così stupefatta di fronte a quello che osservo.

Grazie a Serena e alla sua bella testimonianza, abbiamo cercato di rendere merito ad un mestiere meraviglioso che porta alla ricerca continua ed alla realizzazione di prodotti di qualità che tutti noi utilizziamo. Poter fare della propria passione un lavoro è possibile: basta volerlo forte ed impegnarsi, imparare e proseguire, lentamente, verso la meta.

E voi, conoscevate già la Cosmetologia? C’è qualcosa che vorreste sapere, di cui non abbiamo parlato al riguardo? Contattateci pure, saremo felici di esservi di aiuto!

Al prossimo articolo! ????

ps: i nostri racconti sono tutti frutto di uno studio attento e dettagliato delle fonti. Nel caso in cui trovassi inesattezze oppure desiderassi puntualizzare qualcosa, ti invitiamo a scriverci: non siamo qui per insegnare soltanto ma per imparare soprattutto, insieme!

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2020-05-29T13:10:55+02:00

2 Comments

  1. Angrla Ottobre 20, 2018 al 8:41 am - Rispondi

    Bello l’entusiasmo che c’è nel far capire che se uno fa il lavoro che piace è soddisfatta e non è più un lavoro ma un hobby oin gioco. Bellissima l’idea di portare la propria figlia e far vedere il lavoro che la mamma svolge ogni giorno non per abbandonarla ma per fare cose che anche alla piccola possono piacere.
    Bravi bella intervista e bella esperienza anche x me.

    • Arianna Ottobre 22, 2018 al 12:32 pm - Rispondi

      Ciao Angela,
      grazie per il tuo commento. Siamo felici tu abbia apprezzato l’articolo…ciò che volevamo raccontare è proprio questo: facciamo un lavoro che amiamo e vorremmo che tutti fossero consapevoli di ciò che acquistano, di ciò che scelgono per la cura del proprio corpo. Seguici ancora, siamo curiose di sapere cosa ne pensi dei prossimi articoli! 🙂

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